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Il saggio è sicuramente un momento importante di crescita e di orgoglio per tutti dopo tanti sacrifici: docenti, allievi e genitori.

Non tutti nasciamo con la vocazione dello spirito artistico nel corpo, non tutti siamo perfetti ballerini o eccezionali coreografi, ma mettersi in gioco è il fondamento per evolvere e della vita stessa, per qualsiasi cosa e in qualunque settore.

Non provando non si fallirà mai, ma nemmeno potremmo mai dire di avere avuto successo. Non essere mai salito su un palco per un allievo di danza è la medesima cosa, non otterrà mai un metro di giudizio di se stesso e vivrà per sempre in un limbo di piatta abitudine nella sua nicchia di chiusura mentale.

Il saggio di danza è un’esperienza unica, un momento di condivisione con i compagni, un momento ricco di emozioni contrastanti in cui paura e felicità si mischiano in attesa dell’apertura del sipario. E poi c’è l’adrenalina, che ti attraversa tutto il corpo e ti lascia sveglio tutta la notte successiva, ripercorrendo con il cuore i momenti appena vissuti.

Le famiglie, i docenti, gli allievi devono vivere il saggio come una festa finale, come un momento in cui raccogliere i frutti del proprio lavoro, prendere coscienza dei miglioramenti fatti ma anche di quello che non si è riusciti a fare, con l’auspicio di impegnarsi di più per l’anno a seguire.